Italia un anno dopo lo scoppio della pandemia: nuove manovre a sostegno delle famiglie

Da qualche giorno l’Italia è ripiombata nell’incubo del lockdown quasi totale. Con la chiusura forzata delle maggior parti delle attività torna anche la DAD nelle scuole primarie per alunni e docenti.

Quasi 7 milioni di studenti si trovano attualmente in  didattica a distanza. Sono il 95% al Nord, il 69% a Sud. Questo scenario purtroppo è determinato dalla passaggio  di tutta Italia in zona arancione e rossa (con la sola eccezione della Sardegna, che resta bianca).

Dati importanti degli studenti sono stati rilevati dal portale Tuttoscuola, che ha fatto una mappatura del numero di studenti che da oggi faranno lezione da casa. L’aumento rispetto ai giorni scorsi si concentra soprattutto in tre Regioni: Lazio, Veneto e Piemonte.

Con il “cambio colore” e la conseguente stretta in tutto il paese, il Governo stanzia nuovi sostegni per le famiglie, che si vedono costretti a gestire i figli rimasti a casa.

La prima misura per aiutare le famiglie è lo smart working. Per tutto il periodo di sospensione della didattica in presenza del figlio under 16 è possibile chiedere di lavorare a distanza. Il figlio deve essere convivente e si può chiedere il lavoro agile anche per una parte del tempo. Lo stesso diritto è riconosciuto nel caso di prole posta in quarantena, oppure malata di Covid.

Congedi retribuiti al 50%: Se il lavoro non si presta ad essere svolto a distanza, il genitore lavoratore dipendente con figlio under 14 può astenersi da lavoro – in alternativa con l’altro genitore – per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio, alla durata dell’infezione da Covid, nonché alla durata della quarantena del figlio.

Il congedo è retribuito al 50% e può essere chiesto anche dai genitori di figli con disabilità (in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5febbraio 1992, n. 104), iscritti a scuole di ogni ordine e grado per le quali sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura.

Il decreto precisa che «gli eventuali periodi di congedo parentale di cui agli articoli 32 e 33 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, fruiti dai genitori dal 1° gennaio 2021, durante i periodi di sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio, di durata dell’infezione da Sars Covid-19 del figlio, di durata della quarantena del figlio, possono essere convertiti» nel nuovo congedo retribuiti al 50%

Congedo non retribuito per i figli tra 14 e 16 anni: Per i figli più grandi – tra i 14 e i 16 anni – , uno dei genitori ha diritto di astenersi dal lavoro senza alcuna retribuzione o indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

purtroppo tale decisione di colorare di rosso la nostra penisola , è perchè  la vita umana è al primo posto.

Bonus baby sitter per autonomi,  medici e infermieri:
I lavoratori iscritti alla gestione separata Inps, i lavoratori autonomi, il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato per far fronte al Covid, ma anche medici, infermieri, tecnici di laboratorio e radiologia, gli operatori sanitari ( dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato) per i figli conviventi minori di anni 14, possono ricevere uno o  più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting.

Assoconfam aps rimane a vostra disposizione per avere chiarimenti e rispondere alle vostre domande tramite l’indirizzo info@assoconfam.it