CARRELLO DELLA SPESA: PIENO MA VUOTO … DOV’E’ IL TRUCCO?

Ciclicamente ritorna.

E questa volta dipende dagli eventi geopolitici in corso, i cui effetti
negativi – con la globalizzazione – impattano sull’economia del nostro paese
indipendentemente dalla distanza geografica a causa dell’elevato livello di dipendenza
italiano dai mercati mondiali di alcuni beni alimentari essenziali come i cereali (40% del
grano duro, 47% del mais, 60% del grano tenero*, per fare solo qualche esempio) cui si
aggiunge l’incertezza dei tempi e degli esiti della guerra.

I produttori e i commercianti, allora, cambiano strategia; per evitare il calo dei profitti e non perdere clienti devono far quadrare i conti (basta pensare a quanto sono aumentate le bollette dell’energia) e per farlo ricorrono ad un “piccolo” ma proficuo stratagemma: “alleggerire” la confezione dei propri prodotti mantenendo costante il prezzo.

Perchè? La risposta è semplice: per far sì che i consumatori – tranquillizzati dal costo
immutato – continuino ad acquistare il prodotto abituale e per avere, allo stesso tempo, la
certezza matematica che – gli acquirenti avendone portata a casa una minore quantità – torneranno prima ad acquistarlo nuovamente pagandolo, quindi, di più.

Il suo nome è “inflazione occulta” o – se si preferisce il termine anglosassone – “shrinkflation”. Fenomeno che si sta diffondendo gradualmente e a macchia d’olio in tutte le categorie merceologiche e in tutti gli esercizi commerciali del nostro paese.

Così, la confezione di cioccolato Toblerone è passato da 400 grammi a 360 grammi, la
bottiglia di Coca – Cola da 2 litri è passata a 1,75, il Magnum da 86 grammi, oggi lo
compriamo allo stesso prezzo ma pesa 71 grammi; il pacco di pasta Barilla è “dimagrito” di
ben 44 grammi, e cioè da 454 è passato a 410 grammi; si restringe anche il pacco di
fazzolettini di carta che da 10 pacchetti diventa da nove o, ancora, il tubetto di dentifricio che da 100 ml diventa di 75.

Ma non finisce qui, lo stesso destino è toccato alla passata di pomodori, alle fette biscottate, alle patatine, al pane confezionato, ai cibi in scatola per animali, agli snack, all’acqua e tanti, tantissimi altri prodotti.

Purtroppo, questa “pratica” non solo è di dimensioni globali, ma è del tutto legale. Quindi,
bisogna prestare molta attenzione quando si va a fare la spesa valutando il costo al chilo o al litro.

Occhio non solo ai prezzi dunque, ma anche al peso e alle dimensioni della confezione!

di Simona Costamagna

*Dati FAO (2022)

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