EUROVITA: CHE COSA STA ACCADENDO?

Eurovita, polizze congelate per oltre 350 mila risparmiatori: ecco come tutelarsi

a cura di Maria Stella Anastasi

La vicenda che ha investito la compagnia di assicurazione Eurovita sta mettendo in ansia gli oltre 350mila sottoscrittori delle polizze di questa compagnia (distribuita da moltissime banche e reti di consulenti in questi anni): la preoccupazione delle associazioni dei consumatori è che possa replicarsi un nuovo episodio di risparmio tradito.

E’ accaduto, infatti, che la compagnia assicurativa Eurovita specializzata nel “ramo vita” ha recentemente bloccato per ordine dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) i riscatti dei ”contratti di assicurazione e di capitalizzazione” venduti a migliaia di clienti.
Già da tempo importanti società di consulenza finanziaria avevano “acceso un faro” sui pro e i contro dell’investire sulle polizze vita (sia gestioni separate che unitlinked).
Facendo un’analisi costi/benefici, rivolta ai sottoscrittori di questi prodotti, era emerso che gli svantaggi potenziali (considerato ciò che è accaduto lo scorso anno al mercato obbligazionario), nella maggior parte di queste polizze, superavano nettamente i vantaggi.

Ma cosa è accaduto a EUROVITA?

Dallo scorso 6 febbraio si è verificato il blocco dei riscatti delle polizze Eurovita (di qualunque ramo). Sostanzialmente un provvedimento che interessa 353.000 clienti, per un totale di 15,3 miliardi di euro investiti su 413.000 polizze.

La compagnia italiana assicurativa in mano al fondo inglese Cinven è stata prima posta per tre mesi sotto effetto del commissariamento, con la nomina di Alessandro Santoliquido, con l’obiettivo di risolvere una situazione che si faceva sempre più complessa.
La decisione del commissariamento, infatti, era stata assunta per evitare la cosiddetta ”corsa allo sportello” e vedere ridursi ulteriormente il patrimonio aziendale già compromesso e per evitarne la liquidazione.
Nel mentre IVASS aveva chiesto ad Eurovita, nonché al suo azionista di maggioranza Cinven, di ricapitalizzare la società, così da rafforzarne il patrimonio.
A luglio 2022 si parlava di un aumento di capitale di almeno 150 milioni di euro ma nei mesi successivi, tale cifra è quasi raddoppiata a 200/300 milioni di euro.
Eurovita è controllata da un importante fondo di private equity britannico, Cinven che, a partire dal 20016, aveva acquisito molte compagnie in tutta Europa, da Ergo Previdenza a Old Mutual Wealth Italy e Pramerica Life.

Ma per Eurovita probabilmente qualcosa non è andato secondo i piani.
Il fondo Cinven sembra non voglia ricapitalizzare la compagnia italiana e va nella direzione di trovare un compratore, incassare denaro e abbandonare il mercato italiano delle polizze ma di compratori evidentemente non ne sono arrivati.
A fine novembre 2022, inoltre, era stato nominato Camillo Candia come nuovo presidente della società ed era stato presentato all’IVASS un ”Piano di risanamento per far fronte alle necessità di rafforzamento deI ratios patrimoniali”.

Ciò non aveva evitato il commissariamento della compagnia e il blocco l’attività ordinaria.

E ora con provvedimento del 30 marzo scorso la nomina di Alessandro Santoliquido quale commissario per la gestione straordinaria «al fine di assicurare un ordinato svolgimento delle attività e di accompagnare la definizione di una soluzione di mercato» e l’Ivass ha prorogato di tre mesi, fino al prossimo 30 giugno, «la sospensione dei riscatti dei contratti di assicurazione e di capitalizzazione stipulati con Eurovita».
A questo punto il commissario proverà a definire il piano di salvataggio della compagnia. Il progetto, al momento in fase di puntualizzazione, guarderebbe a una vera e propria soluzione di sistema. L’obiettivo sarebbe di completare la manovra nel corso dell’amministrazione straordinaria, che può durare al massimo un anno (allungabile di altri 365 giorni in caso di necessità).

Ma quali sono i rischi per i risparmiatori che hanno scelto una polizza Eurovita?
E’ molto difficile da dirsi perché non si era mai verificato che una compagnia assicurativa vita si trovasse in questa situazione così critica e l’augurio è che il sistema delle Compagnie Assicurative faccia in modo che non si verifichi un peggioramento della situazione perché il rischio sarebbe una forte compromissione della fiducia di tutti quei risparmiatori che investono in polizze assicurative.

Va, comunque detto che, nel caso in cui vi fossero ripercussioni significative a carico dei risparmiatori, questi avrebbero tutti gli strumenti giuridici indispensabili per agire e tutelare le proprie ragioni.

Anche nei confronti di banche e intermediari che hanno venduto loro le polizze.
Infatti la Direttiva Europea IDD del 2018 sulla distribuzione dei prodotti di investimento assicurativo, prevede stringenti obblighi che gli intermediari che offrono tali prodotti finanziari sono tenuti a rispettare, sia in termini informativi che di adeguatezza nei confronti del profilo di rischio del sottoscrittore.

E laddove anche solo un obbligo venisse violato, il contratto d’acquisto verrebbe immediatamente risolto per inadempimento del soggetto venditore, con obbligo di restituire il capitale investito. Nel caso di Eurovita sarà compito del commissario Santoliquido riuscire a trovare, con il supporto di IVASS e del Sistema Assicurativo Nazionale, trovare le risorse indispensabili per riportare in carreggiata la compagnia assicurativa e definire in modo indolore per i risparmiatori questa vicenda, anche per togliere qualsiasi dubbio da questo settore che, in questi decenni era cresciuto in modo evidentemente troppo ”spinto”.

Assoconfam aps vigilerà – a tutela degli acquirenti delle polizze di Eurovita – affinché la vicenda si concluda nel modo migliore per i possessori i quali, comunque, potranno sottoporre i loro dubbi ai nostri sportelli sul territorio scrivendo a: info@assoconfam.it

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