RETE 5 G: COSTI E BENFICI. COSA CAMBIERÀ

A cosa serve il 5G? Il 5G sarà la rivoluzione e la tecnologia del futuro?

Le antenne saranno pericolose per la nostra salute?

Aumenteranno i costi dei piani tariffari?

Ecco le domande più frequenti che vengono rivolte ai nostri sportelli.

In questo breve articolo vogliamo fornire alcune informazioni utili, per orientare i nostri consumatori verso l’evoluzione della digitalizzazione e del suo scenario di riferimento, così da dare impulso a questo importante dibattito, nel contesto di riferimento italiano. Il 5G è la quinta generazione di connessione mobile e non porterà nelle nostre case solo ed  esclusivamente una maggiore velocità di connessione ad internet.

La novità di questa tecnologia è, che si potranno connettere contemporaneamente sulla stessa rete molti dispositivi, gli smartphone (che supportano il nuovo standard 5G), gli elettrodomestici, auto, contatori, semafori, lampioni, apparati medicali, veicoli, (…).

La connessione ad internet sarà stabile e performante. Finalmente, potremo abbandonare le nostre connessioni adsl, collegate al classico cavo telefonico in rame.

Il 5G opererà su più bande: 694-790 MHz, 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz., ma la frequenza ottimale per il suo funzionamento sarà quella da 700 MHz.

Oggi, questa banda, è occupata dal digitale terrestre fino al 2022.  Proprio per favorire il 5g, dovremo cambiare i nostri televisori che, per ricevere il “nuovo” segnale, dovranno essere compatibili con lo standard televisivo  DVB-T2 a partire da giugno del 2022.

Alcuni Comuni italiani, tra i quali Roma e Milano, hanno già sperimentando dall’anno 2017 il 5g, tuttavia le prove tecniche non sembrano abbiano dato buoni risultati, in quanto la sperimentazione è stata  fatta utilizzando le antenne del 4g preesistenti.

In Italia non è ancora stata decisa una data ufficiale, non sappiamo quando arriverà nelle nostre case il 5g. Forse nel 2022. Per questo motivo, riteniamo che sia ancora prematuro acquistare cellulari di nuova generazione, in quanto non sappiamo se le antenne degli smartphone saranno compatibili con le bande ufficiali.

Nelle lunghe settimane del lockdown, abbiamo vissuto in prima persona, il generale rallentamento delle connessioni Internet nelle nostre abitazioni, dovute ad un elevato numero di accessi simultanei sulle stesse linee.

Peraltro, secondo quanto risulta da un’indagine statistica effettuata da DigitEconomy.24 (report di Radiocor e Luiss Business School, e il sole 24ore), 46 piccoli comuni in Italia sono senza alcuna copertura di rete fissa, in 204 comuni la percentuale di civici senza copertura internet è superiore al 10%, in 130 la quota è superiore al 20%, mentre in 1.074 comuni i civici non coperti sono meno del 10 per cento. Va da sé che, con oltre quattro miliardi di persone che lo utilizzano al mondo, oggi Internet è considerato uno strumento indispensabile per ognuno di noi.

 5G è pericoloso per la salute?

Il 5g comporterà l’installazione di numerose antenne e questa “proliferazione di antenne” è sempre stata una delle principali cause di preoccupazione delle persone, circa possibili rischi per la salute connessi alle emissioni elettromagnetiche.

Gli unici effetti dei campi elettromagnetici a radiofrequenza sulla salute umana, che siano stati accertati e documentati dalla ricerca scientifica, sono quelli a breve termine e di natura termica.

L’energia trasportata da un’onda elettromagnetica, incidente sul corpo umano, viene in parte riflessa, in parte assorbita ed in parte trasmessa dal corpo stesso.

L’energia elettromagnetica assorbita dai tessuti del corpo umano viene convertita in calore, che provoca quindi un aumento della temperatura del corpo, generalizzato o localizzato a seconda delle modalità di esposizione.

L’entità di questo aumento di temperatura dipende dai meccanismi di termoregolazione corporea, quali l’aumento della circolazione sanguigna, la sudorazione o la respirazione accelerata.

Queste reazioni biologiche rallentano il processo di riscaldamento e limitano la temperatura a cui si stabilisce l’equilibrio termico. L’organismo può  tollerare aumenti di temperatura inferiori a 1°C, soglia al di sotto della quale, non si verificano effetti di danno per la salute.

Secondo L’Istituto Superiore Di Sanità, “è stata anche studiata la possibilità di altri effetti a lungo termine diversi dalle patologie tumorali, ma i relativi studi sono meno numerosi e con risultati ancor meno coerenti tra loro, e nel complesso non forniscono evidenze consistenti che i campi elettromagnetici a radiofrequenza causino tali effetti”. Possibili rischi per la salute connessi al 5G. Il 5G, come le attuali tecnologie di telefonia mobile di seconda, terza e quarta generazione (2G, 3G e 4G), non richiede segnali elettromagnetici di intensità tale da indurre aumenti significativi della temperatura corporea dei soggetti esposti, per cui non è prevedibile alcun problema per quanto riguarda gli effetti noti dei campi elettromagnetici. Questo è vero anche in considerazione sia della natura particolarmente restrittiva della normativa italiana, sia dei margini di cautela impliciti negli standard internazionali per la protezione dagli effetti termici nell’ipotesi che il quadro normativo italiano venga allineato ad essi per evitare che già esistenti problemi di installazione degli impianti di telecomunicazione mobile possano essere accentuati con l’avvento del 5G.

In conclusione, sempre secondo l’istituto Superiore Di Sanità, la “proliferazione di antenne” non dovrebbe comportare aumenti generalizzati delle esposizioni in quanto le emissioni del 5g sono più basse del 3g e del 4g.

Quanto costerà il 5g? I costi delle infrastrutture andranno a gravare sui consumatori?

Non possiamo escludere categoricamente che non ci saranno aumenti dei costi.

Il dibattito sulla Rete unica (fibra e 5g) è molto acceso.

Il Governo, pochi giorni fa ha dato il via libera unanime al percorso individuato fra Cassa depositi e PrestitI e Tim per la costituzione della società che gestirà le infrastrutture della rete unica a banda larga. A questa società sarebbero interessate a partecipare ENEL, la RAI e  MEDIASET.

Invitiamo a leggere con attenzione le bollette, ad esempio nella fattura di Agosto di Tim e sul sito internet di Tim cliccando qui, si legge quanto di seguito riportato:

“TIM ha in corso un piano di innovazione tecnologica della propria rete fissa, che prevede la progressiva sostituzione delle piattaforme di rete tradizionali, basate sull’utilizzo del doppino in rame, con quelle di nuova generazione, che utilizzano la fibra ottica. A partire dal 1° ottobre 2020, per esigenze tecniche connesse al mutamento delle piattaforme di rete, nonché al fine di consentire una compiuta attuazione del suddetto piano di innovazione, si rende necessario integrare le vigenti “Condizioni Generali di Contratto Offerta ADSL” e “Condizioni generali di contratto Offerta Fibra”,

integrando l’articolo 3 (Accesso al Servizio) con il seguente comma. Il Cliente prende atto e accetta che TIM si riserva il diritto di adeguare la tecnologia dell’impianto telefonico del Cliente e fornire il Servizio mediante la migliore architettura di rete disponibile presso la sede ove detto impianto è ubicato.

L’adeguamento tecnologico dell’impianto telefonico del Cliente non comporterà modifiche peggiorative delle condizioni economiche applicate o dei servizi forniti al Cliente. TIM si farà carico degli oneri connessi alla realizzazione dell’intervento di adeguamento tecnologico dell’impianto telefonico del Cliente, nonché dell’eventuale sostituzione del modem utilizzato dal Cliente, qualora lo stesso fosse incompatibile con la nuova configurazione impiantistica.

Il Cliente sarà informato sulle modalità di adeguamento del proprio impianto telefonico con un preavviso di almeno 30 giorni rispetto alla data prevista di effettuazione del relativo intervento tecnico. In ogni caso il Cliente può dotarsi di modem compatibili da lui autonomamente scelti oppure esercitare il diritto di recesso senza penali né costi di disattivazione. Qualora il Cliente non intenda accettare la variazione contrattuale sopra indicata, ai sensi dell’art. 70, comma 4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, ha il diritto di recedere dal Contratto, anche passando ad altro operatore, senza penali né costi di disattivazione, dandone comunicazione entro il 30 settembre 2020.

La nostra associazione resterà vigile, su questo importante tema e rivoluzione tecnologica, affinché no si creino distorsioni nel mercato, aumenti costi e pericoli per la nostra salute.

Fonte: agcom e istituto superiore di sanità

a cura di Avv. Elisa Fornaciari, arezzo@assoconfam.it