Un nuovo impulso alla sostenibilità energetica è pronto a partire. Il sistema di aiuti statali per l’efficienza energetica e il calore da fonti rinnovabili sta per essere aggiornato con l’introduzione del Conto Termico 3.0, uno strumento completamente rinnovato che andrà a sostituire la precedente versione in vigore.
Il percorso normativo è ormai in fase conclusiva: si attende solo l’approvazione ufficiale tra Governo e autonomie regionali. Al termine dell’iter, l’entrata in vigore sarà automatica secondo i tempi stabiliti dal decreto.
Il compito operativo resta nelle mani del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che si occuperà della ricezione delle richieste, dell’erogazione dei fondi e del monitoraggio dei risultati. Il nuovo Conto Termico rappresenta un tassello fondamentale del piano nazionale per l’energia e il clima, volto a favorire la decarbonizzazione del patrimonio edilizio, in particolare nel comparto civile.
Una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il provvedimento entrerà in vigore dopo 90 giorni. Entro i successivi 60 giorni, il Ministero dell’Ambiente approverà, su proposta del GSE, le linee guida attuative. Solo allora il portale digitale per l’invio delle richieste sarà abilitato.
L’accesso al nuovo incentivo si estenderà ben oltre i confini tradizionali. Oltre a cittadini e istituzioni pubbliche, saranno inclusi anche:
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organizzazioni del terzo settore (purché non commerciali),
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comunità energetiche locali,
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gruppi di autoconsumo condiviso.
Inoltre, non saranno più esclusi gli edifici adibiti a uso non residenziale, come quelli impiegati nei servizi, nel commercio o nelle attività collettive, purché già dotati di impianti per il clima interno.
Il decreto introduce un insieme articolato di opere ammissibili, suddivise in due macroaree:
Interventi su edifici esistenti per migliorarne l’efficienza energetica
Sono previsti contributi per operazioni quali:
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isolamento termico di muri e coperture;
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sostituzione di infissi con modelli più performanti;
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installazione di schermature solari;
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trasformazione di edifici in strutture a consumo quasi nullo (nZEB);
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aggiornamento dell’illuminazione interna ed esterna;
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introduzione di sistemi digitali per il controllo dei consumi.
Aggiunte del Conto Termico 3.0:
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stazioni di ricarica per veicoli elettrici (accessibili anche al pubblico) solo se abbinate alla sostituzione dell’impianto termico con una pompa di calore;
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pannelli solari fotovoltaici con sistemi di accumulo, anch’essi legati all’adozione di pompe di calore.
❌ Esclusi: caldaie a condensazione alimentate a gas, che erano comprese nel sistema precedente.
Impianti termici alimentati da fonti rinnovabili
Rientrano in questa categoria:
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caldaie sostituite con pompe di calore (elettriche o a gas);
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adozione di sistemi ibridi integrati o aggiuntivi (add-on);
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impianti a biomassa per uso agricolo o industriale;
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solare termico, anche per raffrescamento o teleriscaldamento;
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sostituzione di boiler con scaldacqua a pompa di calore.
Nuove voci nel 3.0:
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collegamento a reti di teleriscaldamento alimentate da rinnovabili;
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utilizzo di microcogeneratori alimentati da fonti pulite.
Per rispondere all’aumento dei costi nel settore edilizio e tecnologico, le soglie di spesa riconosciute sono state adeguate. In linea generale, il contributo potrà coprire fino al 65% dei costi sostenuti. In particolari casi, l’incentivo potrà raggiungere il 100%, ad esempio:
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edifici pubblici di piccoli comuni (sotto i 15.000 abitanti);
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scuole e ospedali del sistema sanitario nazionale.
La capacità economica complessiva del programma ammonta a 900 milioni di euro l’anno, distribuiti come segue:
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500 milioni a disposizione dei privati;
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400 milioni riservati agli enti pubblici.
A questi si aggiungono 20 milioni extra per supportare la realizzazione di diagnosi energetiche preliminari da parte delle amministrazioni.
È previsto un sistema di controllo per evitare l’esaurimento anticipato dei fondi: una volta raggiunto il tetto di spesa annuo, il GSE accetterà nuove richieste solo per altri 60 giorni, dopodiché la finestra sarà chiusa fino all’anno successivo.
Per richieste gestite da ESCO (Energy Service Company) e con importi pari o inferiori a 15.000 euro, l’erogazione del contributo sarà immediata e in un’unica soluzione.
Scadenze e modalità di invio della domanda
Le richieste di incentivo potranno essere presentate:
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direttamente dai beneficiari;
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oppure tramite soggetti terzi accreditati (ESCO o EGE certificati).
La documentazione dovrà essere caricata sulla piattaforma GSE entro 90 giorni dal termine dei lavori (rispetto ai 60 previsti nella versione precedente). Gli interventi iniziati prima dell’entrata in vigore del nuovo schema non saranno considerati validi
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