BCE: consumatori prudenti

Nel mese di luglio, le famiglie europee hanno continuato a percepire una dinamica dei prezzi relativamente contenuta. Secondo i dati diffusi dalla Banca Centrale Europea, la stima media dell’inflazione “vissuta” negli ultimi dodici mesi si è fermata al 3,1%, confermando per il quinto mese consecutivo un livello tra i più bassi degli ultimi tre anni.

Parallelamente, anche le aspettative sui futuri rincari si sono fatte meno pressanti: le famiglie si attendono per l’anno prossimo un’inflazione intorno al 2,6%, in calo rispetto ai mesi primaverili e in linea con un graduale ritorno alla normalità. Stabili invece le previsioni a più lungo termine, con una stima del 2,4% tra tre anni e del 2,1% a cinque anni, dato che ormai si conferma da sette mesi consecutivi.

Le aspettative su prezzi e spese mostrano però sfumature diverse tra i gruppi sociali. In particolare, le famiglie con redditi più bassi continuano a percepire un’inflazione leggermente più elevata rispetto ai nuclei economicamente più solidi. Un divario che si riflette anche nelle aspettative a breve termine e che si è mantenuto costante nell’ultimo anno e mezzo.

Non solo il reddito, anche l’età influenza le percezioni: i consumatori più giovani (tra i 18 e i 34 anni) riferiscono aumenti dei prezzi meno intensi rispetto ai più adulti (dai 35 ai 70 anni), sebbene le differenze si siano ridotte rispetto al passato.

Per quanto riguarda il reddito, le famiglie non si aspettano grandi cambiamenti: le previsioni di crescita dei guadagni lordi per i prossimi 12 mesi restano ancorate all’1%. Un dato stabile, ma che nasconde dinamiche contrastanti: mentre chi guadagna di più si mostra più pessimista, i nuclei a reddito medio-basso sperano in un lieve miglioramento.

Segnali più evidenti arrivano invece dal fronte dei consumi. Se la spesa nominale degli ultimi dodici mesi è rimasta alta (attorno al 5%), le intenzioni per il futuro segnalano una maggiore prudenza: le famiglie prevedono infatti di ridurre gli acquisti, con una crescita prevista della spesa in calo al 3,2%, dopo il 3,5% di maggio e il 3,7% di aprile. A pesare sono le incertezze economiche generali e una visione più sobria dell’andamento dei prezzi.

Sul fronte del lavoro, le aspettative restano caute ma non allarmanti. La previsione media delle famiglie sull’economia generale nei prossimi 12 mesi migliora leggermente, da -1,1% a -1,0%, segnalando un clima meno negativo rispetto ai mesi precedenti.

Anche il tasso di disoccupazione atteso cala lievemente al 10,3%, in linea con una percezione diffusa di stabilità occupazionale. Le famiglie prevedono che il livello dei senza lavoro non si discosterà troppo dall’attuale stima percepita (9,8%).

Il settore immobiliare continua a suscitare interesse tra i consumatori, sebbene con aspettative più moderate. Le famiglie si aspettano che il valore delle proprie abitazioni cresca del 3,1% nell’arco dei prossimi 12 mesi, leggermente meno rispetto al mese precedente.

Le previsioni sui tassi dei mutui a un anno indicano un lieve ribasso: la media è scesa al 4,3% rispetto al 4,4% di maggio. Ma anche qui emergono forti disparità: chi ha redditi più bassi teme condizioni peggiori (4,9%), mentre le famiglie più benestanti si aspettano tassi più contenuti (3,9%).

Infine, l’accesso al credito continua a rappresentare una criticità per molte famiglie. La quota di nuclei che ha segnalato un irrigidimento delle condizioni per ottenere prestiti è aumentata, anche se di poco. Sul fronte futuro, invece, si riduce leggermente la percentuale di chi teme un ulteriore inasprimento nei prossimi dodici mesi.

Assoconfam, Via dei Gladioli n 5/7 – 00172 – Roma – Tel. 06 70161221 / 3887238834
 Mail: info@assoconfam.it
Prenota un appuntamento: Lun 9:30/13:30 – Mar 9:30/13:30 – Mer 9:30/13:30

Lascia un commento

Torna in alto